Tra i riconoscimenti assegnati nell’ambito dell’XI edizione del Premio L’Alveare, promosso da Confapi Calabria, è stato conferito all’arch. Domenico Bongiorno il Premio “Italia in Classe A”, nell’ambito della collaborazione con ENEA, per la tesi magistrale “Rigenerazione urbana e innovazione sociale. Il caso di Vaglio Lise: nodo di scambio materiale e immateriale”.

La ricerca è stata sviluppata presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, nel Corso di Laurea Magistrale in Architettura, con la supervisione della prof.ssa Antonella Blandina Sarlo, relatrice, e del prof. Giuseppe Mangano, correlatore. La tesi è stata discussa nel marzo 2026, conseguendo la valutazione di 110 e lode.

Il lavoro si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla rigenerazione urbana, proponendo una riflessione critica su un concetto oggi ampiamente utilizzato ma spesso ricondotto a interventi di semplice riqualificazione fisica. La ricerca parte invece dall’idea che rigenerare significhi intervenire in maniera integrata sulle diverse condizioni di fragilità della città contemporanea, mettendo in relazione dimensione urbana, sociale, infrastrutturale, ambientale ed energetica.

In questa prospettiva, il progetto urbano viene assunto come strumento di analisi e trasformazione, attraverso un percorso articolato in lettura dello scenario, diagnosi delle vulnerabilità e costruzione di una strategia progettuale. Le vulnerabilità climatico-ambientali, sociali, territoriali ed energetiche non vengono considerate soltanto come criticità, ma come possibili leve per orientare nuove forme di sviluppo urbano.

Vaglio Lise: da margine a nuova centralità

Il caso studio di Vaglio Lise, a Cosenza, rappresenta l’applicazione di questo metodo. L’area viene interpretata come un nodo materiale e immateriale: un luogo caratterizzato dalla presenza di importanti infrastrutture, spazi sottoutilizzati e frammentazioni urbane, ma anche dalla convergenza di flussi, relazioni e potenzialità di connessione con il resto della città.

Particolare attenzione viene dedicata alla condizione di retro urbano dell’area e al rapporto con il sistema fluviale, interpretato non più come elemento di separazione o spazio residuale, ma come possibile infrastruttura ambientale e urbana, capace di ricucire parti della città e generare nuovi spazi pubblici.

La strategia progettuale sviluppata nella tesi mira così a trasformare una condizione di marginalità in una nuova centralità, attraverso tre scenari integrati:

L’obiettivo è accompagnare il passaggio da retro urbano a fronte urbano attivo, da margine a cerniera urbana, fino a fare di Vaglio Lise una possibile porta della città e nuova centralità metropolitana.

La componente ambientale assume un ruolo trasversale nell’intero progetto, attraverso la riduzione dell’impermeabilizzazione, il potenziamento delle infrastrutture verdi, la valorizzazione del sistema fluviale e il miglioramento del comfort urbano. Parallelamente, l’innovazione sociale viene intesa come risultato delle trasformazioni progettuali: maggiore accessibilità ai servizi, mobilità sostenibile, qualità dello spazio pubblico e nuove opportunità di relazione e permanenza.

Università, ricerca e territorio

Il Premio “Italia in Classe A” rappresenta un riconoscimento al lavoro di ricerca di Domenico Bongiorno e, al tempo stesso, al percorso formativo e scientifico dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, evidenziando il ruolo della ricerca universitaria nella lettura dei fenomeni urbani e nella costruzione di possibili strategie per la trasformazione del territorio.

Il lavoro sulla rigenerazione di Vaglio Lise si inserisce inoltre nel più ampio dibattito sul futuro dell’area e dialoga con la proposta avanzata da Confapi Calabria per la realizzazione di un Palacongressi, concepito come spazio dedicato alla formazione, alla cultura, all’impresa e all’incontro tra competenze e generazioni.

Il riconoscimento conferma così il valore di una ricerca che guarda alla città non soltanto come spazio fisico da trasformare, ma come sistema di relazioni, infrastrutture, ambiente e comunità, nel quale la rigenerazione può diventare strumento per costruire una città più accessibile, inclusiva e resiliente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *