Proteggere, semplificare, rilanciare. Potrebbe essere in queste tre azioni la super sintesi (molto incompleta e altrettanto stringente) di un documento che chiede, anzi pretende di essere attentamente letto, vagliato, infine sottoscritto. Si tratta del manifesto (fortemente voluto dal Presidente Maurizio Casasco) che la Confapi nazionale ha elaborato e diffuso e che riassume le proposte della Confederazione delle piccole e medie imprese ai leader politici che si candidano a guidare l’Italia dal 5 marzo in poi.

“Recepiamo e rilanciamo le proposte della Confapi nazionale. Così come il nostro presidente Casasco ha sottoposto il manifesto all’attenzione dei candidati premier, così Confapi Calabria chiede ai candidati calabresi di leggere ed esaminare il documento redatto dai rappresentanti di circa 83 mila imprese. Se lo riterranno valido, come noi crediamo, potranno sottoscriverlo e impegnarsi a sostenerlo con la propria condotta di parlamentari della Repubblica. Altrimenti potrebbero spiegare ai calabresi cosa propongono in alternativa per sostenere la piccola e media impresa. In ogni caso avremo fatto qualcosa di buono, di propositivo, avremo messo al centro dell’agenda un tema vitale per l’economia di questa regione, di questo Paese”. Con queste parole Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria, lancia la sua provocazione a quanti sperano di raccogliere consensi in Calabria. “I piccoli e medi imprenditori calabresi sono soggetti dinamici, coraggiosi, concreti. Vogliamo capire – dice ancora Napoli – se fra i candidati alla Camera e al Senato c’è qualcuno che possa rappresentarci, qualcuno che sente come prioritari i problemi delle Pmi, che sappia che dietro questo acronimo ci sono quasi un milione di lavoratori e la parte più energica e viva del tessuto industriale italiano”. Più che una provocazione una vera e propria proposta dunque, un appello, un pubblico invito a discutere, valutare, confrontarsi su temi concreti, punto per punto, parola per parola.

“In Russia, Corea del Sud, India – continua Franco Napoli – esistono ministeri dedicati alla piccola e media impresa. Una soluzione che può sembrare soltanto “estetica”, di facciata e di poca sostanza, ma che in realtà genera automaticamente un incremento esponenziale di attenzione ai temi della Pmi, oltre a fornire la possibilità di varare politiche ad hoc per lo sviluppo e la crescita del nostro settore.”

“Ma l’aspetto finanziario non è meno importante di quello politico. – insiste il presidente di Confapi Calabria – I tempi medi di pagamento tra privati in Italia arrivano a 180 giorni. Sono numeri assurdi che determinano un grave squilibrio finanziario a tutto danno delle piccole imprese. C’è bisogno di un sistema di sanzioni per chi non rispettai tempi previsti di pagamento con la possibilità di alimentare con tali introiti un Fondo, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, destinato allo sviluppo delle Pmi.”

“Infine, vorrei ricordare che il manifesto si occupa anche del problema vecchio eppure attualissimo dell’accesso al credito. Una delle malattie più gravi che affligge le nostre aziende – conclude Napoli – è la scarsa capitalizzazione, che si traduce in scarsi o nulli investimenti per l’innovazione. E senza innovazione non c’è crescita, non c’è sviluppo, non c’è futuro. Per questo Confapi propone di creare un mercato del credito alternativo al canale bancario per aiutare le Pmi a finanziare il proprio “futuro”. E poi certamente istituire una banca pubblica, con lo scopo precipuo di consentire investimenti alle Pmi che ne facciano richiesta, una nuova Cassa depositi e prestiti, però molto più grande e amministrata con spirito rigorosamente manageriale.”

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